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giovedì 20 marzo 2008

La Cerca, ovvero The Quest for the One Amp. Chapter 1 - Il Patinato Mondo dell'Amp Modelling

E' davvero una passione grande quella che spinge lo Squattrinato dalle Dita d'Oro a perseverare imperterrito nella Cerca.
Non sono draghi né meschini e potenti negromanti gli abitanti dei suoi dungeon. No, c'è di peggio.
A guardia dei tesori inestimabili, poggiati in terra a grappoli o appesi ai muri come in rastrelliere d'armi bianche, ci sono le creature più letali, temibili e odiose del creato:
i Commessi del Negozio di Strumenti Musicali.
Ma non mi scoraggio, e da anni peregrino vagolo da un guitar shop all'altro, senza mai un soldo da parte che conferisca al mio sguardo la giusta dose di arroganza per domare i Commessi, guardando e provando qualsiasi cosa.
Dopo che il destino avverso e beffardo mi ha privato della possibilità di fare mio un half-stack Marshall 6100 LM 30th Anniversary (grazie tante al laptop che mi ha lasciato proprio in quel momento) mi ritrovo nel buio più totale, l'abisso che solo chi ha provato personalmente sa riconoscere.
Voglio un ampli con le contropalle, e lo avrò. Con che grana ancora non lo so, ma per quelli come me questi sono dettagli trascurabili.
Chapter 1
Cazzo che bella testa! Lo chassis è di rara avvenenza, cromato e lucido con un tenute lucore blu elettrico che proviene dall'interno. Ma di valvole nemmeno l'ombra, è una Line 6 HD147, 300w interamente solid state, e godzillioni di effetti, emulazioni di cabinet e ampli. In pieno stile Line 6.
Ed ecco che emergo dal mio stato di alterazione delle percezioni e mi trovo di faccia lui, il Commesso.
Non guardarlo negli occhi, o in men che non si dica ti ritroverai a fumarti una Lucky Strike camminando senza meta dall'altra parte della città, senza neanche sapere come ci sei arrivato.
Con aria competente, continuo a soppesare con lo sguardo la testata, e con calcolato atteggiamento indifferente gli chiedo di provarla.
Presto detto, mi porta nelle segrete, attacca una Ibanez Paul Gilbert signature e mi da il via libera.
Pompo il volume e inizio a smanettare con i preset.
Le funzionalità sono talmente tante da far venire il capogiro, e una decisa sensazione di onnipotenza mi pervade le membra. C'è tutto quassù, dal Marshall JCM800 al Bogner Ubershall, passando per i Plexi e i puliti (cristallini) dei Fender.
Ma la realtà dei fatti è ben diversa.
Dopo poco mi rendo conto che, forse complice una pessima 4x12 Line6 abbinata, non riesco ad ottenere un suono soddisfacente.
Un fastidioso senso di artificiale, di sintetico, inficia la mia session di prova. Tipici difetti dei solid state come un accentuato ooooomph sulle ritmiche in palm muting, in modalità modern high gain (leggi Mesa Dual Rectifier et similia), tentativi di pinch harmonics naufragati in miseri wink e sterilità da acciaio chirurgico sui puliti (che come pregio di fatto hanno di essere davvero molto puliti) mi fanno lentamente recedere dall'idea dell'acquisto. Ottima versatilità, quasi ineguagliabile, a scapito di quella carezza che un suono (anche uno solo) ti sa dare se è davvero quello 'vero'.
E Dio solo sa che quel calore, quel brivido di piacere è l'unico antidoto all'amarezza che ti prende quando spendi una certa quantità di denaro. Soprattutto quando non sai nemmeno da dove lo hai tirato fuori, ma sai le rogne che ti aspettano per colmare la voragine nelle tue finanze.
Niente da fare quindi, un prodotto tutto sommato decente, che vanta anche alcuni endorser professionisti (cosa che in sé non vuol dire un bel niente, in effetti, ma tant'è), ma dopo anni passati ad affinare l'arte di arrangiarsi e quella del compromesso, non mi accontento di niente che non sia the real deal.
Dato tra l'altro che la testata non è che la stessero proprio regalando (prezzo scandaloso in negozio, ma anche in rete non si scendeva sotto gli 800 eurozzi), ho metaforicamente estruso il mio dito medio e me ne sono andato con un nulla di fatto.
Qualche mese dopo, il negozio ha chiuso. Curioso, nonostante i prezzi da trafficanti di armi e i soliti atteggiamenti spocchiosi e truffaldini, provo compassione per loro. Ma come disse un saggio che portava molto bene i suoi 80 e passa anni "Non abbiate pietà, perché loro non ne avranno"

Riparte la Cerca.
Dannazione, lo so che sei là fuori da qualche parte, e giuro che ti troverò...
...o morirò nell'impresa.

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