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lunedì 17 marzo 2008

Mondo Marcio te lo dice fra i denti

Giovane, rabbia, dissenso.
Mondo Marcio non ha avuto una vita facile. Era incazzato già nella placenta.
Si è fatto strada a morsi nel mondo salvo poi rendersi conto che, ai lasso, era marcio.
Quanta rabbia.
E' cresciuto, Marcio, e con lui la sua rabbia. Tanta, indomabile rabbia.
Un giorno, preso da un accesso di rabbia rabbiosa, come un cane rabbioso si arrabbiò e morse il tubetto del Cukident della nonna.
In un attimo, la sua vita cambiò.
I suoi dentini da ghiottone furioso vennero cosparsi della mortifera pastetta, e come risultato di tale connubio si ritrovò con le due arcate dentali inevitabilmente, e irreversibilmente, adese.
Che rabbia.
Si rese conto che quell'atto genuino e istintivo di distruzione, figlio della rabbia, lo aveva portato a vedere il mondo da un'angolazione del tutto inedita.
Ora la sua rabbia, se comunicata verbalmente, ne aveva guadagnato!
Ogni parola, immolata ogni corretta articolazione fonatoria sull'altare del dio della rabbia, usciva ora pregna di rabbia.
Le 't' sfrigolavano come delle 'ts', minacciose come cobra reali.
Le 'r' arrotate, invece che suggerire mollezza di intenti e di animo, suonavano come rifiuti gettati nel secchio dell'umido, putibonde e non volute, gocciolanti rabbia e indifferenza e pericolose come un ubriaco rissoso, rilassato ma pronto a colpire.
Marcio ora aveva trovato la sua strada.
Marcio avrebbe rappato.
Quale modo migliore per comunicare tutta la rabbia giovane che si portava dentro, ribollente come un minestrone della Valle degli Orti misto a semtex in una pentola a pressione.
Marcio ci ha rabbia, e kuando rappa te lo dice fra i denti.

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